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	<title>LUOGHI DELLA MEMORIA  &#187; Truppe di occupazione</title>
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	<description>Luoghi della Memoria, un progetto di ISTORECO Livorno </description>
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		<title>La Zona nera: 8 giorni per sgombrare Livorno</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 1944 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gallo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Livorno]]></category>
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		<category><![CDATA[Ordine di evacuazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Sfollamento]]></category>
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		<description><![CDATA[«La discrezionalità con cui le autorità tedesche decidono lo sfollamento forzato di gran parte della città è la prova più evidente dell&#8217;esclusivo potere che assumono su Livorno. Infatti il comando militare emana l&#8217;ordinanza di evacuazione dalla &#8220;zona di difesa di Livorno&#8221; comunicata dal commissario prefettizio Cigliese alla popolazione il 30 ottobre [1943], motivandola con l&#8217;impossibilità&#8230;<p><a class="more-link" href="http://istorecolivorno-ldm.it/livorno1/" title="Continua a leggere &#8216;La Zona nera: 8 giorni per sgombrare Livorno&#8217;">Continua a leggere <span class="fa fa-arrow-circle-right"></span></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«La discrezionalità con cui le autorità tedesche decidono lo sfollamento forzato di gran parte della città è la prova più evidente dell&#8217;esclusivo potere che assumono su Livorno. Infatti il comando militare emana l&#8217;ordinanza di evacuazione dalla &#8220;zona di difesa di Livorno&#8221; comunicata dal commissario prefettizio Cigliese alla popolazione il 30 ottobre [1943], motivandola con l&#8217;impossibilità di tutelare in altro modo la sicurezza dei livornesi di fronte all&#8217;evoluzione della situazione bellica, ma volendo così evitare ogni ipotesi di atti di ostilità da parte della popolazione nell&#8217;eventualità di uno sbarco angloamericano.</p>
<p>All&#8217;interno della città, in quanto obiettivi di importanza strategica, devono essere sgomberate tutte le aree principali, racchiudenti l&#8217;attuale centro storico, l&#8217;Accademia Navale e i maggiori stabilimenti industriali, a cui vanno aggiunte quele della frazione di Ardenza prospicenti il Viale Regina Margherita e il Viale Vittorio Emanuele III e quelle sulla linea costiera nel territorio della frazione di Antignano.</p>
<p>L&#8217;unica strada che rimane aperta al traffico civile è quella che collega Livorno a Salviano e Valle Benedetta, tutte le altre devono essere considerate chiuse e la pena per i trasgressori è la fucilazione</p>
<p>I livornesi hanno solo otto giorni, poi ampliati a dieci, per asciare le loro case, e data la scarsità di mezzi di trasporto sono costretti ad abbandonare gran parte dei loro averi in quella &#8220;zona nera&#8221; che resta completamente nelle mani dei tedeschi.</p>
<p>Pur tenendo conto che gran parte della popolazione aveva già lasciato la città, gli stessi tedeschi devono ammettere che i disagi &#8220;sono notevoli, dato che molti degli alloggi di fortuna finora reperiti dovranno a loro volta essere abbandonati e che l&#8217;entroterra dispone di una capacità recettiva solo limitata&#8221;, tanto più che nei giorni successivi sulla stampa cittadina si invita a lasciare le proprie case anche a chi abita nella zona non evacuata.</p>
<p>Livorno è così di fatto una città abbandonata che mostra in modo esemplare l&#8217;inconsistenza del nuovo stato fascista e la sua subordinazione al potente alleato e alla sua volontà di sfruttamentodi un territorio e di una popolazione ridotti ormai in condizioni di estrema precarietà e difficoltà dall&#8217;evoluzione del conflitto».</p>
<p>[tratto da Matteo Mazzoni, <em>Nere rovine abbandonate e fumanti. Livorno durante la RSI</em>, in <em>Livorno nel XX secolo, Gli anni cruciali di una città tra fascismo, resistenza e ricostruzione</em>, a cura di Ivan Tognarini, Polistampa, Firenze 2005, pp. 245-6]</p>
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