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	<title>LUOGHI DELLA MEMORIA  &#187; liberazione</title>
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	<description>Luoghi della Memoria, un progetto di ISTORECO Livorno </description>
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		<title>La battaglia per la liberazione di Cecina</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jul 1944 08:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cecina]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Comuni]]></category>
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		<description><![CDATA[«La battaglia che portò alla liberazione di Cecina (29 giugno &#8211; 2 luglio 1944) fu dura e sanguinosa. Tra i molti episodi avvenuti nei quattro giorni di cruenti scontri, uno in particolare è rimasto celebre, tanto da avere acquisito negli anni una fama che supera i confini nazionali. Si tratta di un &#8220;duello&#8221; tra un&#8230;<p><a class="more-link" href="http://istorecolivorno-ldm.it/cecina3/" title="Continua a leggere &#8216;La battaglia per la liberazione di Cecina&#8217;">Continua a leggere <span class="fa fa-arrow-circle-right"></span></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«La battaglia che portò alla liberazione di Cecina (29 giugno &#8211; 2 luglio 1944) fu dura e sanguinosa. Tra i molti episodi avvenuti nei quattro giorni di cruenti scontri, uno in particolare è rimasto celebre, tanto da avere acquisito negli anni una fama che supera i confini nazionali. Si tratta di un &#8220;duello&#8221; tra un carro armato Sherman americano ed un possente Tiger tedesco, avvenuto in via Montanara la sera del 1º luglio. Contrariamente a quanto accadeva di solito, a Cecina fu il tank statunitense a prevalere, nonostante la netta inferiorità quanto ad armamento e blindatura. I carri si trovarono all&#8217;improvviso l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro, a pochi metri di distanza, e fecero fuoco contemporaneamente. I Germanici, nella concitazione del momento, sbagliarono mira. Dopo aver visto invece il proprio proiettile da 75 mm rimbalzare sulla poderosa corazza frontale del Tiger, il comandante dello Sherman ordinò al pilota di indietreggiare, approfittando del polverone sollevato dagli spari e dalle manovre, e nascondere il carro a ridosso di una villetta a lato della strada. I Tedeschi, nel tentativo di inseguire il mezzo nemico, caddero nella trappola: una seconda cannonata colpì il fianco del Tiger, dotato di una corazza meno spessa, e lo perforò, penetrando in corrispondenza del serbatoio del carburante. Il colpo stavolta si rivelò fatale: il gigantesco tank fu fermato e cadde preda di un incendio incontrollabile.»</a></p>
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		<title>Cecina liberata</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jun 1944 21:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gallo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cecina]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[amilcare bertelli]]></category>
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		<description><![CDATA[«Piazza Guerrazzi rappresenta da sempre il centro della vita cittadina ed in quanto tale ha visto succedersi le epoche e le ideologie che hanno segnato la storia della Nazione, ripercuotendosi puntualmente anche nella nostra realtà locale. Buona parte dei grandi eventi che hanno interessato Cecina hanno avuto come palcoscenico privilegiato questa piazza, situata tra il&#8230;<p><a class="more-link" href="http://istorecolivorno-ldm.it/cecina4/" title="Continua a leggere &#8216;Cecina liberata&#8217;">Continua a leggere <span class="fa fa-arrow-circle-right"></span></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«Piazza Guerrazzi rappresenta da sempre il centro della vita cittadina ed in quanto tale ha visto succedersi le epoche e le ideologie che hanno segnato la storia della Nazione, ripercuotendosi puntualmente anche nella nostra realtà locale. Buona parte dei grandi eventi che hanno interessato Cecina hanno avuto come palcoscenico privilegiato questa piazza, situata tra il Duomo e la vecchia sede comunale. Le due immagini, scelte tra le molte che abbiamo a disposizione, valgono a dimostrare quanto detto: separate da una ventina d&#8217;anni e dal grande spartiacque rappresentato dal Secondo Conflitto Mondiale, le due manifestazioni immortalate sono diverse in tutto, ma accomunate dallo sfondo della piazza. L&#8217;insegna della Farmacia Bertelli, leggibile nella prima fotografia, identifica quello che è stato per quasi un secolo uno dei punti focali del luogo e richiama alla memoria una figura che è doveroso ricordare, quella del Dottor Amilcare Bertelli, titolare di essa in quegli anni. Figura di liberale che mai si era piegato al fascismo nonostante le minacce e le intimidazioni, prodigatosi per aiutare chiunque ne avesse avuto bisogno negli anni tragici della guerra, per il coraggio e la coerenza fu eletto primo Sindaco di Cecina liberata, in quel fatidico luglio 1944, il cui clima d&#8217;euforia è ben testimoniato dalla seconda fotografia».</a></p>
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		<title>Liberazione!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jun 1944 21:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gallo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[San Vincenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[riunioni dei partigiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 27 giugno 1944, San Vincenzo veniva liberata dopo due anni di occupazione nazista. Era la fine di un periodo di violenza e di terrore, ma era anche l&#8217;inizio di una nuova vita, tutta da ricostruire. Niente era ancora garantito per il futuro, la sola cosa che contava era che il fronte si fosse spostato&#8230;<p><a class="more-link" href="http://istorecolivorno-ldm.it/sanvincenzo1/" title="Continua a leggere &#8216;Liberazione!&#8217;">Continua a leggere <span class="fa fa-arrow-circle-right"></span></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 giugno 1944, San Vincenzo veniva liberata dopo due anni di occupazione nazista. Era la fine di un periodo di violenza e di terrore, ma era anche l&#8217;inizio di una nuova vita, tutta da ricostruire. Niente era ancora garantito per il futuro, la sola cosa che contava era che il fronte si fosse spostato più a nord e che San Vincenzo non avrebbe vissuto nuovamente gli orrori della guerra.</p>
<p>Non era scontato però il tipo di società che si sarebbe affermato dopo la liberazione, quali forme di organizzazione avrebbero scandito la vita di migliaia di persone, famiglie, villaggi, città sfiancate dalla guerra. C&#8217;erano i partigiani, certo, che si presentavano come i vincitori della guerra di liberazione. Ma di fronte all&#8217;esercito alleato che ne ordinò la smobilitazione, ci fu poco da fare. I rapporti di forza effettivi erano troppo sbilanciati in favore delle armate angloamericane.</p>
<p>I mesi successivi alla Liberazione furono anche mesi di intensa attività organizzativa da parte dei partigiani smobilitati e delle forze politiche che ne raccolsero l&#8217;eredità. San Vincenzo, per la sua posizione centrale nel territorio provinciale livornese, fu il luogo dove si svolsero alcuni importanti momenti di riunione, a guerra ancora in corso.</p>
<p>I documenti che presentiamo nella sezione <em>Media</em> sono due preziose tracce di questa attività. Una è la relazione sul convegno partigiano tenuto il 28 gennaio 1945, l&#8217;altra è la risoluzione votata dai delegati politici e militari della 3ª Brigata Garibaldi riuniti a S. Vincenzo il 2 dicembre 1945.</p>
<p>Sono documenti che ci fanno riflettere sul fatto che le battaglie non finirono con la liberazione: anche in seguito all&#8217;allontanarsi della guerra, l&#8217;organizzazione della pace richiese un grosso impegno, non privo di scontri interni e conflitti. Giocati però all&#8217;interno di un quadro di confronto democratico: ecco la più grande eredità che ci ha lasciato la Resistenza.</p>
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